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sabato, novembre 18, 2006
In ordine
Fare classifiche va di moda. Lo fanno tutti e lo faccio anche io.
In questo sabato che puzza come ogni altro giorno mi trovo
nel solito ufficio-loculo chiedendomi, se il venerdì è l'oppio dei poveri
io che il sabato lavoro sono multimilionaria?
Ma è una domanda senza senso e preferisco annegare nel caffè orrendo della
macchinetta.
Fra un sorso e l'altro metto in fila.
Nella classifica degli uomini più eccitanti piazzo al terzo posto il mio istruttore di pilates.
Usa il mio corpo come fosse un pezzo di pongo. Mi tira giù la maglietta
se si scopre la pancia. Quando non mi piego a pacchetto, viene lì mi si attacca
da dietro e len-ta-men-te mi accompagna nei movimenti.
Mi fa stendere, mi lega a corde elastiche, sorride e usa quella voce profonda che
sfiora l'abisso fino a farmi contorcere come mai avrei creduto.
Allora mi chiedo, a che serve tutta questa potenza se non la si può dividere in due, stringati, sudati, attaccati?
A che servono quelle mani se non posso abbandonarmici dentro?
Perché mi dice "respira, respira, respira..." e bum è ora di andare a casa?
Io lo trovo crudele per quanto adorabile.
E non vedo l'ora sia di nuovo mercoledì.
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