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sabato, settembre 20, 2003
“Sì, ho le tasche a doppio fondo… ho gli assi nella manica..
Ma sono il contrario di un prestigiatore. Che vi dà illusioni sotto l’apparenza della verità. Io vi do verità sotto il piacevole travestimento dell’illusione.”
La dissimulazione, altro nome per dire amore.
Così anch’io ho queste verità ricoperte di simboli, svuotate di familiarità con l’umano, camuffate da casualità. E’ semplice sentirsi soffocare e non avere altro che un nome per dire: questo è il mio destino. Questo si può fare, poi però c’è il confronto. Poi c’è un corpo, poi ci sono le somme da tirare e gli assi nella manica non bastano più. Perché la paura la puoi travestire, sì, senza troppe pretese, da civile convivenza, e nessuno è mai così attento da vederne gli ammacchi o le toppe. E’ lì nel mucchio con l’arroganza, con la stupidità, con il menefreghismo e altre inclinazioni dell’animo umano. Lì, per ricordarci che le illusioni sono altro da noi. Così si procede alla messa in scena. Buona educazione e rispetto. Ecco. Dietro scoppiano fuochi e si alzano le sottane, si mente , si tocca il fondo, ci si sporca, si è vivi. Un giochetto a portata di tutti; si cresce con questo comune senso del pudore. L’ho imparato. Ma non basta più. Perché ci sono segreti da scoprire e frasi da urlare, tutto nell’assoluta precarietà. Ma oggi ho voluto fare qualcosa più grande di me. Non le ho le soluzioni di quest’enigma. Ho solo domande: cosa faccio? E quanto resisterò?
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