Pezzettacci, pezzettini.
Il sole.
La ricotta - da cui Pasolini.
Gli occhi verdi - anche se ha detto azzurri.
Un paio di stivali.
La spalla che fa male - rotta all'età di 9 anni per imitare una trapezista.
(il giorno in cui mi tolsero il gesso svenni; svenni a casa, dentro la vasca. E fu l'abbandono.
Il corpo che non era più corpo, il suono ossidato, l'immagine ultima dei miei piedi laggiù, sotto il
bordo pieno di shampoo e creme. Ma non ebbi paura)
Il senso di inadeguatezza.
Il conformismo - da cui la dipendenza generale dalla tv.
Una pelle senza odore, perciò crudele e dispotica.
La noia - da cui il disgusto.
Le unghie rovinate.
Un neo nuovo.
I libri impilati vicino al letto. Troppi. Non ce la farò mai.
Il tempo perso ad armeggiare con i sentimenti.
Il collirio.
Pubblicazioni di regime.
La voglia di mangiare pesce.
Il telefono da buttare - da cui la consapevole e odiata dipendenza dal mezzo.
Jazz.
La pausa pranzo.