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mercoledì, aprile 13, 2005
Una banda di idioti
Sentirsi mediocre.
Piangersi addosso.
Non cambiare stazione alla radio anche se passano
pausini, renga o i keane.
Aspettare il verde pensando alla nebbia.
Fare liste, una marea di liste per programmare la rigenerazione
di anima, corpo e mente.
Mandarsi a cagare ergo piangersi addosso.
Annusare il mattino, l'ufficio vuoto, le pagine del quotidiano.
Detestare tutto. Non rintracciare la politica, il giusto, il gusto.
Aspettare il cappuccino.
Pensare agli amici riformisti, fascisti, radicali, pentiti, mangiabambini, distratti, e trasversali.
Non aver voglia di ascoltare.
Stancarsi.
Sentire la nostalgia di quell'uomo, dei suoi capelli sottili, delle parole che diceva “il tuo ventre odoroso” “il tuo cuore capovolto”; il mio umore e le sue sigarette. Era semplice e perfetto.
Pensare al dopo.
Piangersi addosso.
Piangere e ridere in preda a isterismi primaverili e forme primitive di linguaggio.
Avere fame e non dormire.
Chiedere inutilmente.
Poi rispondere al telefono.
- come stai?
- bene e tu?
- bene, bene
- allora tutto a posto
- sì certo
Piangersi addosso.
Continuare a sbagliare.
Aspettare l'estate, l'acqua del mare fra i capelli, una sorpresa,
parole migliori.
Pensare di chiudere il blog o di spostare la panchina.
Sentirsi mediocre.
Sentirsi in risonanza.
Piangersi addosso.
Che due palle.
Ora mi spengo e riavvio.
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