Variazioni

   Un Blog da panchina

 

Post it
Affinità casuali
Alp
Annie
Arsenio
Bambolescente
Climacus
Doug
Eddiemac
Effe
Ekatherine
Elena
Grazia
Kela
Lerch
Liberitutti
Livefast
Mel
Mics
MyBad
Naomi
Petunio
Sasaki
Settore
Thejest
Trenta
Tristano
Tulip
Tulsas
In soffitta
oggi
giugno 2008
maggio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
giugno 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
Contapassi
visitato *loading* volte


giovedì, dicembre 23, 2004
 

Tutto merito di Laborio

 

Il natale sono io, soffice, sono il burro sciolto, la mattina con il mal di testa, sono io divertita, i re magi nei capelli, Wagner dimenticato e Puccini in filodiffusione, il brodo nelle coppe del Martini, un maglione con tre maniche; il natale sono io che impacchetto chiunque, preparo spremuta d’abete, converso con la zia di qualcun altro mentre lei mi tappezza la casa di lettere perdute; il natale sono io, tacchi alti, carta da strappare, rossetto da diva, le dita incrociate, stupore; il natale sono io stesa sotto l’albero a prendere la tintarella di lucine, il ghiaccio dentro la televisione, l’orologio rotto, una corona per chi la vuole, una vasca di marmellata di mirtilli, un’uscita di sicurezza per tutti; il natale sono io, l’attesa di tasche piene di neve, di guanti zeppi di mani, di una marionetta a forma di pecora, sono io intermittente; il natale sono io che mangio cappelletti grandi come dischivolanti, che bevo comete, che appendo palle di gelato ballando la samba con babbo natale giapponese; sono io la notte di natale, macerie di cena, macerie d’affetto, il vento che sposta i buoni propositi, sono io il chiodo a cui appenderli, il fiore all’occhiello; il natale sono io adesso, presa di mira da strane idee di scambio, sono io caravanserraglio, sono la rima semplice, il pensiero regalato…

 

Da quando non ho più la connessione ogni volta che vengo qui mi sento come un pesce nell’acquario sbagliato; eppure mi coglie un sentimento non troppo nuevo, languido, schifosamente natalizio, per cui vi vorrei abbracciare tutti, brindando con vov caldo… lo so, è troppo per i vostri cuori.

 

A chi ha fatto del mio tempo parola auguro che questo sia il miglior natale possibile.

inesattezza di kairos | 17:54 |commenti (9)