Le rane e i mammiferi
Ho la testa sotto un elmetto di complicazioni.
Mi sento ridicola ad andare per tante volte nello stesso posto.
Biglietto solo andata, solo andata, solo andata...
E stanca, senza saperlo, ritrovo la strada per tornare qui, guardarmi in una foto e
ripensare alle ore interrotte, sul filo, passate a fare sagome di gommapiuma per un
corpo, e un sorriso, divertito. Ai ponti di metallo.
Come il resto, ora è tutto intorno a bussare di notte, a comparire di giorno, fra tasti e
paesaggi dal finestrino.
Al mio cuore di dente prescrivo colluttorio e lavaggi frequenti.
Lo lucido, lo accarezzo, lo curo, mi curo, mi prendo per mano se è troppo
freddo e mento a me stessa dicendo che è giusto vedere tante porte aperte.
No, non lo è.
Non per me.
Non sono una persona di buon senso, ho solo fatto ottime letture e
ascoltato pochi consigli.
Di tempo per riempire stanze e cassetti ce ne sarà.
Fino a quel momento vorrei non essere più io a dire "tu".
O solo a pensarlo.