Ally lo capirebbe
Che mi piglia?
Infilo un vestito e mio padre dice che sembro un lampadario di quelli di murano.
Spengo il telefono tanto è la stessa cosa.
Saltello sui tacchi altissimi per testare la resistenza prima del matrimonio.
Immagino la F. domani. Chissà se al momento del sì le prenderà una delle sue crisi di risa.
Mi accendo una sigaretta e dopo una sola boccata la spengo.
Ha il sapore più amaro di questi giorni.
Cerco di fare una sana autocritica, non il solito piangersi addosso, no.
Una roba di quelle costruttive, da adulti; peccato che mi ritrovo a pensare alle ciliege,
alla frutta, ai radicali liberi e alle prime rughe... insomma niente.
Piango la mancanza.
Ma lentamente mi allontano. E nella mente mi vedo come su una barchina,
attaccata alla sponda. Ora bisogna stabilire quanto reggeranno o si allungheranno
le mie braccia.
Poco. Il contrario sarebbe una bugia.
Mi lego i capelli con un piccolo pennello, quello dell'amore che mi disegnava fiori sulla pancia.
Mi siedo in penombra per riprendere fiato; ho voglia di granita.
Di bossa nova. Di qualcuno che mi dica di stare tranquilla. Di credergli.
Di tuffarmi in acqua. Gelida, immergermi e trattenere il fiato fino a che dentro non è tutto
sparito.
Che mi piglia?
Appena lo scopro ve lo dico...