Not a second time
ci provo a vestirmi di giallo, a sorridere sempre, a tenere la testa alta.
ci provo e deglutisco e invento storie e prometto giorni.
ci provo, anche se ha ragione chi dice che sono matta, infilando pensieri
dietro speranze dietro sogni.
ci provo, ma fallisco. lo ammetto.
che non sono perfetta, che ho provato a rompermi, che inciampo distratta
e vorrei quello che sembra siano sempre gli altri ad avere.
mi innamoro e non basta.
mi trattengo e non basta.
mi metto in gioco, come fossi un mazzo semi nuovo, senza carte segnate,
senza jolly per fuggire.
ma non basta.
che noia (e rabbia) credere che il meglio sia già stato dato, che il meglio abbia un confine,
che il meglio esista.
non saprei, non ho una tabella, non ho misure e metri.
so solo che io qualcosa ho visto e no, non era per me.
allora sto qui un altro giorno col fiato sospeso a farmi domande che restano domande.
a tamponare le ore e i minuti.
col caldo virtuale, le parole sparpagliate di chi c'è da sempre, comunque,
visioni tridimensionali, gente che si sposa, S. che torna ogni fine settimana e mi
guarda e con le lacrime dice "non sarò mai più come prima", i tempi, sballati,
scoordinati, le attese e la sensazione che ancora una volta qualcosa mi stia sfuggendo
dalle mani.
sto qui e penso che per una volta potrei essere io a non muovere un passo.
solo perchè lo merito.