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giovedì, giugno 21, 2007
Sul tizio d’estate
Il 21 giugno e non avere sapore.
Percepirsi insonorizzata, ma non isolata: chi entra, chi esce, chi staziona.
Fissare il timer dell’aria condizionata e sentirsi causa dello sfacelo del pianeta.
Va tutto a rotoli.
Rotoli di filo interdentale.
Intercontinentale.
Un mondo altrove.
Di cui si hanno solo psicotiche avvisaglie.
Qui, invece, ludicamente parlando, siamo alla frutta.
Ma c’è anche (c’è sempre) chi sostiene il contrario.
Gente che ha una via di fuga.
L’alternativa dell’alternativa.
Il male minore.
Automedicamento.
Forse è che fa davvero troppo caldo.
Il ghiacciolo non basta più; poi è trasversale.
Questo è il tempo delle posizioni chiare.
Delle risposte.
Quindi mi spingerei più su una “grattachecca” che fa molto capitale neorealista, contemporaneo e antico, svolta e rivolta, partito e democratico.
Ho l’ansia.
Ho un parlamento pregiudicato.
Ho una sinistra per capello.
Ho una bicamerale uso tripla.
Ho voglia di rosolarmi come le modelle delle creme abbronzanti.
Nuda e pura.
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